"Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero."
Quando uno è un buffone…
Di chi starò mai parlando? Nuovamente dell’ignobile, dannoso nonchè fallimentare ancora per poco Sindaco di Bologna, Cofferati.
Lascia la città per motivi familiari, roba da giustificazione su libretto delle assenze del liceo, e non perchè ha fallito miseramente come sindaco, essendo lui un misero fallimento come uomo. Data la sua natura notoriamente molto coerente (abbandono CGIL per abbandono alla politica, riassunzione in Pirelli e successiva candidatura a Sindaco) ecco cosa ha deciso di fare visto che il suo amichetto Walter ha abbandonato il Pd. Stendiamo un velo pietoso. L’articolo è tratto da quotidiano.net
Bologna, 24 febbraio 2009 – Altro che pensionato. Dopo lo scontro in Piemonte sulla sua ipotetica candidatura alle Europee nel nord-ovest (che sembrava archiviata per sempre dall’addio di Walter Veltroni), Sergio Cofferati ora invia un segnale chiaro e forte al neo-segretario Dario Franceschini per un ruolo di primo piano. “Disponibile a dare una mano”, si dice il sindaco di Bologna in una lunga intervista apparsa questa mattina su “la Stampa”.
“Vado via da Bologna per ragioni private- ricorda Cofferati- non certo per altro. Se il partito lo riterra’ utile -ma devono decidere loro: non lo decido io- impieghero’ le energie che mi rimangono nella posizione che vorranno purche’ sia compatibile con la scelta da me fatta”. Parole molto precise all’indirizzo del nuovo segretario che ha annunciato l’azzeramento degli organi del partito per imprimere una svolta al Pd anche in termini di ricambio del gruppo dirigente, assumendosene in pieno la responsabilita’ (“decidero’ io”).
”Le cose che ha sostenuto rispetto ai comportamenti nel partito, le condivido”, chiosa Cofferati, che sabato ha ascoltato l’intervento di Franceschini all’assemblea costituente democratica. “Credo che debba fare quel che ha annunciato, assumendosene le responsabilita’. E conoscendolo un po’, sono anche convinto che quel che ha detto lo fara’ davvero.
Naturalmente, non potra’ portare da solo il Pd fuori dalla situazione in cui si trova: il gruppo dirigente e il partito nel suo insieme dovranno fare per intero la loro parte”.
E la prima cosa per Cofferati e’ andare bene alle elezioni di giugno, Europee e amministrative (si vota anche a Bologna dove Cofferati, come e’ noto, non si e’ ricandidato). Per l’ex leader Cgil bisogna “fare tutto quello che serve- e ancora di piu’- per ottenere il massimo risultato alle elezioni di primavera”. Ma, avverte, “uscendo una volta per tutte da questo schema mentale della sinistra per cui ogni appuntamento elettorale e’ un’ordalia, un giudizio divino per i gruppi dirigenti. Nessuno ha mai il tempo per costruire una linea, una strategia… E considerato che da noi si vota una volta all’anno, se affidi la credibilita’ dei gruppi dirigenti ai cicli elettorali, non vai da nessuna parte”.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da RuFFo il mercoledì 25 febbraio, 2009 alle 3:06 pm, ed è archiviato come Life. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |