Cosa può creare facebook…
Susanna Brizzi scrive con carattere normale, la mia parte invece è quella in grassetto.

C’era una volta un negozio che sognava di diventare più grande…ma poi berloni con un impeto di orgoglio si riprese il suo spazio. a quel punto Capitan Alex e la sua banda di sgherri, sguaiate le broche parroche e le broche fille, sfidarono i berlonesi a singolar tenzone…non sorpresi da questa incredibile brutalità, i berlonesi aprirono le ante dei loro armadi, accesero i fornelli e iniziarono a lanciare dardi infuocati verso il multisport, e l’escursionismo, sperando di causare esplosioni nel settore campingaz. L’incrdibile Morinulk, camaleonticamente assunse la sfumatura kaki della caccia e inondò i berlonesi con una pioggia di frecce geologic e di cibo per cani… mentre messer Albertazzi li bombardava di palline golf…nonostante la controffensiva decathloniana fosse incredibilmente ardimentosa, gli sportelli d’acciaio delle cucine Berloni non venivano minimamente scalfiti dalla truppa in azzurro. Anzi, proprio in quegli istanti partiva la controffensiva Berloniana. Tubi catodici ormai esausti venivano lanciati nel multisport. Le esplosioni generate laceravano ogni sorta di armatura domyos. La situazione era tragica, quando ad un tratto, la terra iniziò a tremare. AHU AHU AHU, un grido che attraversa le membra di tutti i presenti. Il sangue gela nelle vene. Tutti si bloccano. Eccoli arrivare dal fondo dello schieramento. Pochi elementi giungono dal fondo del negozio. I loro fisici sono enormi, possenti e super definiti. I fitness tecnici, grazie all’aiuto dei maghi, altrimenti conosciuti come accessoriati, avevano mangiato interi secchi di proteine, diventando enormi. Ed ecco Ivan il Terribile avanzare in perizoma tigrato e urlare: “Berloni, ti metteremo alla berlina”. I berloniani,pur intimoriti dalla mole proteica che avanzava a grandi passi (di danza) verso di loro decisero di giocare la loro arma segreta: un intero esercito di mestoli, forchette, coltelli, cucchiai si alzò in volo e prese a percuotere, infilzare, sminuzzare e ridurre in poltiglia quell’ammasso di proteine e aminoacidi che pareva invincibile… “oooooh noooo” un urlo disperato dal microfono della reception: sono madamigelle le hostess che temono per la barriera casse venga ora conquistata dall’avanzata berlonese… quand’ecco, vestito di con un mantello in microfibra, con una tablette sedution come scudo e una cremagliera il suo dardo, in tutta la sua possenza e forza carismatica…Manuel pelle di latte, capo della tribu dei Quekua, avanza dicendo uan sola e terribile minaccia: PILE!!!! Una nube di innumerevoli colori e taglie dalla XS alla XXXL oscura le luci al neon. Il buio cala tra le corsie. Solo qualche fiamma dovuta agli scontri precedenti illumina lievemente il territorio allungando le ombre e riempiendo l’aria di fumo. Ed è da questa situazione così complicata che gli escursionisti possono agire al meglio. Scarponi ai piedi, imbragature e corde per calarsi nella tana del nemico sono i loro strumenti. Con una mossa appresa dal sommo Omero ed elaborata per lo scopo i decathloniani lanciarono alcune cassiere danzanti a bordo di un cavallo preso in prestito dalla Fouganza a distrarre il nemico. Con queste premesse l’attacco escursionistico fu un vero trionfo. I Berloniani affascinati dalle Flying Blerines non si accorsero dell’arrivo dei montanari, e vennero presi alle spalle. Un sibilo tagliò l’aria. Erano appostati in trincea, fin dall’inizio della guerra, nascosti dietro i prodotti blu in corridoio, i nautici con le loro fiocine affilatissime. I berloniani, accerchiati da ogni dove, decidono per una temporanea e pittoresca ritirata: seppur attratti dalle flying che ornate di limited editions declinate in colorama ammalianti, si nascondono in anfratti di fortuna. ed è cosi che i decathloniani si apprestano a celebrare il trionfo sugli invasori in un baccanale di universi: gli escursionisti scalano le griglie per issare il vessillo della vittoria, i tennisti intessono una rete di corde per portare in trionfo i nautici, decisivi con il loro agguato ponderato, a loro volta attorniati dalle sirene dalla chioma di licra del nuoto che , spumeggianti, sguazzavano gettando su tutti coriandoli di microfibra colorati…ma era una festa consumata prematuramente… Già. Prematuramente. Gli ingenui italo-francesi non avevano calcolato che anche i sanitari sono complementi d’arredamento. Ed ecco arrivare sfondando le porte allarmate i guerrieri Del Conca. Mattonelle scagliate come stelle di lancio, iniziano a tagliare gli arti come il burro. Una pioggia di ceramica si abbatte sulle teste di gondola. Ore e ore passate a sistemare i calzini 6paia 6euro vengono spazzate via dai sanitari bianchi lanciati dalla catapulta. Non resta che sperare nell’ennesima risorsa in pugno al capitan Giolo. Cresciuto nelle steppe sarde a pane e agonismo Capitan Giolo non si perde d’animo e , salito in piedi sulla reception , decide di mettere in atto LA SOLUZIONE ESTREMA. Loro. Solo loro possono farcela contro i sanguinari di Del Conca. Loro che ogni sabato, con il solo passaggio riescono a ridurre ore e ore di facing e dedizione al lineare ad un’inutile accozzaglia di merce…loro, le cui argute e brillanti argomentazioni sfinirebbero anche il più raffinato retore …loro, che ai saldi riescono a battere ogni record di velocità di svuotamento penderie e di aspirazione del più luculliano dei buffet…Capitan Giolo schioccò le dita e nel silenzio attonito dei decathloniani, un CLIC echeggiò nell’aria: le porte automatiche si dischiusero e cento paia di occhi decathlonaini videro entrare loro: L’ORDA DEI CLIENTI DECATHLON…Atterriti da questa mandria di Zulù pronta a intascarsi anche la minima cosa caduta per terra, gli invasori si resero conto che sarebbero rimasti anche senza le mutande se fossero rimasti ancora lì a lungo. Nonostante questo non si persero d’animo, e cercando di proteggere i messaggeri, le prime file Berloconchiane restarono lì, a fronteggiare l’invasione in atto. Resistettero pochi minuti, il tempo per lasciare scritto col sangue sul cemento un messaggio inquietante. “Al meraville resterà solo un gruppo francese..” e una freccia indicava verso nord, in direzione di un capannone verde.. e a quel punto, cavalcando l’avanzata, in sella ai loro destrieri, ecco i ciclisti, alla cui testa stava dal principe alfredo maria scarfetti che con la sua possenza faceva tremare il pavimento ormai privo dell’antica moquette… “Giammai!” – tuonò il gigante biondo -” Merlino non l’avrà mai vinta! La contea delle Meraville (…..)ospita la stirpe decathloniana da 7 lunghissimi storici…e tutti in progressione! e cosi sarà per ancora molte e molte opeco…!” Detto questo Capitan Giolo riprese il comando dall’alto dei resti della reception diroccata e radunò i pochi interinali che si erano salvati ordinando loro di sistemare il territorio e rinforzare le porte. Dopo aver impartito queste direttive portò le mani alla bocca per amplificare la sua voce e tuonò: “Tutti i responsabile in saletta, dobbiamo preparare la nostra nuova strategia”. TO BE CONTINUED…