“Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero.”
RuFFo
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Post di RuFFo
Manie di persecuzione?!
11 mar
Se siete parte di quella cerchia che ha sempre paura di essere spiata, osservata, controllata e costantemente scansionata in ogni azione che compie su internet, se avete paura che le vostre mail siano spiate da chissà quali organi segreti di C.I.A. F.B.I ecc e i contenuti passati al setaccio alla ricerca dei vostri complotti terroristici filo nazisti e soprattutto se avete qualche ora di tempo da perdere, vi consiglio di farvi questa lettura “The dark side of Google”. Il libro è disponibile da scaricare sul sito del gruppo di ricercatori che l’ha redatto: http://www.ippolita.net/google e vi insegna un po’ come funziona veramente il motore di ricerca che oramai ci insegna pure come scaccolarci…
Ci risiamo…
10 mar
Ogni anno esce una nuova sentenza, una nuova proposta di legge, un nuovo modo per cercare di bloccare la libertà di scrivere e comunicare agli altri da parte degli individui. Io sono dell’idea che il blog sia un mondo a sè, chi lo scrive DEVE essere libero di esprimere i suoi pensieri, le sue idee e tutto quel che vuole, nella forma che egli ritiene più consona, ma non deve avere paura di venir censurato o perseguito per questo. A riguardo è molto interessante infatti l’osservazione che fa a fine intervista l’avvocato Monti. L’articolo che posto qui sotto, preso da repubblica.it parla di forum, ma come dice nella lettura, è incluso anche il mondo dei blogs.
ROMA - I forum su internet non hanno le stesse tutele della stampa e quindi possono subire sequestro con maggiore facilità. Senza le tutele riservate a garanzia della libertà di stampa, ma anche senza i relativi obblighi. E’ quanto stabilito da una sentenza della Corte di Cassazione depositata oggi e destinata ad avere un certo impatto sulle cose della Rete, visto che oltre che sui forum questo giudizio d’ora in avanti peserà su qualsiasi sito non registrato come testata giornalistica. Anche sui blog, quindi.
La sentenza, in particolare, respinge un ricorso fatto da Aduc contro un sequestro di alcuni messaggi pubblicati sul suo sito, nel forum “Dì la tua”. E’ una vicenda del novembre 2006, quando, sulla scorta di inchieste giornalistiche e noti fatti di cronaca, il forum si è popolato di messaggi contro i preti pedofili. Di qui è partita una denuncia dell’associazione Mater Onlus di don Fortunato di Noto, che contestava la violazione dell’articolo 403 del codice penale (offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone). Per un anno è stato sequestrato l’intero forum, 700 pagine, poi Aduc ha ottenuto che fossero oscurati solo i singoli messaggi oggetto di denuncia. “Alcuni messaggi contenevano insulti, altri no. Ma a noi preme evidenziare che non è giusto che esistano libertà di serie A e di serie B. Che un normale cittadino non possa scrivere su internet quello che un giornalista può dire liberamente”, dicono a Repubblica.it da Aduc. “E per questo motivo andremo avanti: ci rivolgeremo alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo”. Aduc vorrebbe le stesse tutele della stampa su forum, siti, chat, news group e altri contenuti telematici, per rendere più difficile il sequestro. La Cassazione però ha stabilito che i forum “sono una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa (come indicare un direttore responsabile per registrare la testata) o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che la Costituzione riserva solo alla stampa”. Continua >
Dopo Alberoni, un nuovo crociato nei confronti di Facebook e i nuovi media.
6 mar
Tratto dal “Metro” di oggi
Col fiato corto. Con quel fiato spezzato che conosco perché ho avuto vizi, anche pericolosi. Comunque l’ho fatto. L’ho fatto col fiato corto, col respiro della paura come quando mi infilavo in una mano con un full d’assi e temevo che una quarta carta uguale ad altre tre mi fregasse. Col fiato corto sono uscito, fuggito da Facebook, sito che ti promette il mondo e, invece, te lo leva. Mi ha tirato dentro, volevo esserci, è da fighi. Ho scoperto che c’ero già perché qualcuno aveva rubato la mia identità. Sono un blogger, era facile. La polizia dice che è un reato e io, errore, ho soprasseduto. Ho azzerato la password e sono entrato. Che cazzata. Ora ho paura: ancora non so che cosa abbia fatto il delinquente con il mio nome, a chi si sia presentato, a chi abbia fatto proposte decenti o indecenti, chi abbia raggirato spacciandosi per me, con chi mi abbia sputtanato. E poi? E poi mille icone e tante mail che, quand’ero fuori, mi invitavano, mielose, a rientrare. Dove? Ma su Facebook, il sito in cui si diventa quello che non si è, il sito in cui ti mettono lì davanti la tua ex, bella, a portata di scappatella cibernetica. Edopo? Niente di vero tranne un grande blob che inghiotte il brutto presente per vomitarci addosso un universo olografico. È pararealtà. Ho visto browser a finestra doppia: una per lavorare, l’altra per denigrare il capo. Parlo perché ho provato su di me: ho avuto le stesse, povere, voglie. Facebook non viola la privacy, stupra te. Al terzo assalto della ex che non mi ha mai detto la verità, mi ha preso il panico. Ho capito che venivo usato e defecato da Facebook. Sono uscito a correre, forte. Scampato pericolo. Il male che ho del vivere, lo sopporto grazie a un libro, mondo fantastico da toccare. Però non è ancora finita: il mio account è ancora lì, spento. “Se decidi di rientrare…” mi hanno scritto da Facebook. Voi siete matti, preferisco correre. (Francesco Facchini, giornalista)
Quando i media americani si impegnano, sfornano notizioni!
6 mar
WASHINGTON, 5 MAR – Dopo 45 giorni di Casa Bianca i capelli di Barack Obama sono già diventati più grigi. Le aree bianche nella capigliatura del presidente Usa, inesistenti all’inizio della campagna elettorale, si sono ampliate visibilmente col passare dei mesi e il fenomeno si è accentuato nelle ultime settimane, rilevano oggi i media americani. Lo stress della presidenza – accentuato nel caso di Obama da due guerre ed una grave crisi economica – ha colpito in modo analogo i suoi predecessori: i capelli di George W. Bush volsero rapidamente al bianco dopo l’11/9 e anche Bill Clinton, dopo un paio di anni alla Casa Bianca, vide imbiancare repentinamente la sua folta chioma. Uno studioso ha teorizzato che ogni anno di presidenza valga, dal punto di vista dell’invecchiamento, almeno due anni. Per Barack Obama, che ha 47 anni e che ha sempre fatto dell’approccio rilassato ai problemi uno degli elementi di base della sua campagna (il famoso ‘Obama no-drama’), il sintomo dei capelli grigi da stress è un elemento rivelatore. Il presidente americano cura con molta attenzione il suo aspetto fisico: quasi ogni giorno fa almeno un’ora di esercizi in palestra (per non parlare delle partite di basket) e le immagini ‘rubate’ da un fotografo alcune settimane fa, durante una vacanza alle Hawaii, di Obama a torso nudo mostravano pettorali da invidia e un addome assolutamente liscio. Ma lo stress della presidenza è inevitabile. Obama, nel discorso della vittoria a Chicago, la notte del 4 novembre, era già apparso insolitamente parsimonioso nelle espressioni di soddisfazione: era come se il grande fardello delle nuove responsabilità (da lui cercate in una campagna durata oltre 750 giorni) fosse già caduto pesantemente sulle sue spalle. Già durante la campagna elettorale Obama aveva scherzato più volte sull’ingrigirsi dei suoi capelli. E qualcuno aveva anche malignamente ipotizzato che il candidato, criticato dagli avversari per la sua inesperienza, si fosse di proposito ‘invecchiato’ i capelli per assumere un aspetto più ‘maturo’. Ma Zariff, il barbiere di Chicago che da 17 anni cura i capelli di Obama (con un taglio ogni due settimane), garantisce che il presidente americano non cambierebbe mai in modo artificiale il colore dei suoi capelli: “Posso testimoniare che i suoi capelli sono naturali al cento per cento: non userebbe mai la tinta”. Una strada non seguita dall’anziano Ronald Reagan che invece non aveva esitazioni a far sparire i capelli bianchi con l’aiuto dei prodotti del suo parrucchiere. Così mentre la first lady Michelle ha fatto parlare di sé di recente soprattutto per le sue braccia scoperte e tonificate, il presidente Obama ha riconquistato la ribalta con i suoi capelli grigi.
Pubblicità low-cost by Nokia?
2 mar
Sarà vero, o è un bel modo per far parlare di se senza spendere un soldo in campagne di marketing di qualsiasi tipo? Io la mia idea ce l’ho…
LONDRA – Perdere il cellulare in mare e ritrovarlo nella pancia di un pesce. Non e’ la favola di Pinocchio versione hi-tech ma la pura verita’: e’ infatti capitato a Andrew Cheatle, 45enne inglese. Che stava per acquistare un telefonino nuovo quando la sua ragazza ha ricevuto la chiamata di Trawlerman Glenn, pescatore del West Sussex: ”ho qui il suo Nokia, l’ho trovato dentro la pancia di un merluzzo da 11 chilogrammi”. Andrew, sulle prime, ha pensato a uno scherzo. Poi, pero’, si e’ recato a casa di Glenn e, con grande meraviglia, si e’ visto consegnare il suo telefono: umido e puzzolente di pesce. Ma non e’ tutto. Dopo averlo asciugato e’ successo l’impensabile: il telefonino ha ripreso a funzionare. ”So che sembra una storia inventata”, ha detto Andrew al tabloid The Sun, ”ma e’ vera al 100%”. ”I merluzzi sono animali ingordi”, ha spiegato Glenn, ”hanno testa e bocca grandi e mangiano di tutto. So cosa vuol dire perdere il cellulare. Cosi’, quando l’ho trovato dentro al pesce, ho estratto la sim e ho fatto qualche telefonata”. ”Era un po’ puzzolente”, ha raccontato Andrew, ”ma sono stato felice di ritrovarlo. Al principio continuava a spegnersi. Poi ho fatto cambiare la scheda madre e ora funziona benissimo”
Da www.ansa.it
Quando uno è un buffone…
25 feb
Di chi starò mai parlando? Nuovamente dell’ignobile, dannoso nonchè fallimentare ancora per poco Sindaco di Bologna, Cofferati.
Lascia la città per motivi familiari, roba da giustificazione su libretto delle assenze del liceo, e non perchè ha fallito miseramente come sindaco, essendo lui un misero fallimento come uomo. Data la sua natura notoriamente molto coerente (abbandono CGIL per abbandono alla politica, riassunzione in Pirelli e successiva candidatura a Sindaco) ecco cosa ha deciso di fare visto che il suo amichetto Walter ha abbandonato il Pd. Stendiamo un velo pietoso. L’articolo è tratto da quotidiano.net
Bologna, 24 febbraio 2009 – Altro che pensionato. Dopo lo scontro in Piemonte sulla sua ipotetica candidatura alle Europee nel nord-ovest (che sembrava archiviata per sempre dall’addio di Walter Veltroni), Sergio Cofferati ora invia un segnale chiaro e forte al neo-segretario Dario Franceschini per un ruolo di primo piano. “Disponibile a dare una mano”, si dice il sindaco di Bologna in una lunga intervista apparsa questa mattina su “la Stampa”.
“Vado via da Bologna per ragioni private- ricorda Cofferati- non certo per altro. Se il partito lo riterra’ utile -ma devono decidere loro: non lo decido io- impieghero’ le energie che mi rimangono nella posizione che vorranno purche’ sia compatibile con la scelta da me fatta”. Parole molto precise all’indirizzo del nuovo segretario che ha annunciato l’azzeramento degli organi del partito per imprimere una svolta al Pd anche in termini di ricambio del gruppo dirigente, assumendosene in pieno la responsabilita’ (“decidero’ io”).
”Le cose che ha sostenuto rispetto ai comportamenti nel partito, le condivido”, chiosa Cofferati, che sabato ha ascoltato l’intervento di Franceschini all’assemblea costituente democratica. “Credo che debba fare quel che ha annunciato, assumendosene le responsabilita’. E conoscendolo un po’, sono anche convinto che quel che ha detto lo fara’ davvero.
Naturalmente, non potra’ portare da solo il Pd fuori dalla situazione in cui si trova: il gruppo dirigente e il partito nel suo insieme dovranno fare per intero la loro parte”.
E la prima cosa per Cofferati e’ andare bene alle elezioni di giugno, Europee e amministrative (si vota anche a Bologna dove Cofferati, come e’ noto, non si e’ ricandidato). Per l’ex leader Cgil bisogna “fare tutto quello che serve- e ancora di piu’- per ottenere il massimo risultato alle elezioni di primavera”. Ma, avverte, “uscendo una volta per tutte da questo schema mentale della sinistra per cui ogni appuntamento elettorale e’ un’ordalia, un giudizio divino per i gruppi dirigenti. Nessuno ha mai il tempo per costruire una linea, una strategia… E considerato che da noi si vota una volta all’anno, se affidi la credibilita’ dei gruppi dirigenti ai cicli elettorali, non vai da nessuna parte”.

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