Rss Feed
Tweeter button
Facebook button
Myspace button
Flickr button
Stumbleupon button
Newsvine button

Posts Tagged “cassazione”

Ogni anno esce una nuova sentenza, una nuova proposta di legge, un nuovo modo per cercare di bloccare la libertà di scrivere e comunicare agli altri da parte degli individui. Io sono dell’idea che il blog sia un mondo a sè, chi lo scrive DEVE essere libero di esprimere i suoi pensieri, le sue idee e tutto quel che vuole, nella forma che egli ritiene più consona, ma non deve avere paura di venir censurato o perseguito per questo. A riguardo è molto interessante infatti l’osservazione che fa a fine intervista l’avvocato Monti. L’articolo che posto qui sotto, preso da repubblica.it parla di forum, ma come dice nella lettura, è incluso anche il mondo dei blogs.

ROMA - I forum su internet non hanno le stesse tutele della stampa e quindi possono subire sequestro con maggiore facilità. Senza le tutele riservate a garanzia della libertà di stampa, ma anche senza i relativi obblighi. E’ quanto stabilito da una sentenza della Corte di Cassazione depositata oggi e destinata ad avere un certo impatto sulle cose della Rete, visto che oltre che sui forum questo giudizio d’ora in avanti peserà su qualsiasi sito non registrato come testata giornalistica. Anche sui blog, quindi.

La sentenza, in particolare, respinge un ricorso fatto da Aduc contro un sequestro di alcuni messaggi pubblicati sul suo sito, nel forum “Dì la tua”. E’ una vicenda del novembre 2006, quando, sulla scorta di inchieste giornalistiche e noti fatti di cronaca, il forum si è popolato di messaggi contro i preti pedofili. Di qui è partita una denuncia dell’associazione Mater Onlus di don Fortunato di Noto, che contestava la violazione dell’articolo 403 del codice penale (offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone). Per un anno è stato sequestrato l’intero forum, 700 pagine, poi Aduc ha ottenuto che fossero oscurati solo i singoli messaggi oggetto di denuncia. “Alcuni messaggi contenevano insulti, altri no. Ma a noi preme evidenziare che non è giusto che esistano libertà di serie A e di serie B. Che un normale cittadino non possa scrivere su internet quello che un giornalista può dire liberamente”, dicono a Repubblica.it da Aduc. “E per questo motivo andremo avanti: ci rivolgeremo alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo”. Aduc vorrebbe le stesse tutele della stampa su forum, siti, chat, news group e altri contenuti telematici, per rendere più difficile il sequestro. La Cassazione però ha stabilito che i forum “sono una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa (come indicare un direttore responsabile per registrare la testata) o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che la Costituzione riserva solo alla stampa”. Leggi il resto di questo articolo »

Comments Nessun Commento »

Annullata la condanna di un “piccolo coltivatore diretto” di marijuana: “finché le piante non sono mature non contengono alcun principio attivo” e dunque non possono essere classificate tra gli stupefacenti. Gasparri: “Questa sentenza sembra uno scherzo”

Roma, 14 gennaio 2009 – Le coltivazioni domestiche di marijuana sono lecite finché le piantine non maturano. E’ quanto, in sostanza, si evince dalla sentenza della Cassazione che ha annullato la condanna nei confronti di un “piccolo coltivatore diretto” di cannabis sottolineando che “finché le piante non sono mature non contengono alcun principio attivo” e dunque non possono essere classificate tra gli stupefacenti.
Gli investigatori devono scegliere il momento giusto per sequestrare le piantagioni di cannabis “fai da te”. Se arrivano troppo presto le trovano acerbe e il reato non c’è, se arrivano troppo tardi rischiano invece di non trovare più nulla e di non poter, di conseguenza, contestare alcuna accusa.
La sentenza è soltanto apparentemente in contrasto con alcune precedenti pronunce della stessa Suprema Corte, che hanno affermato che è sempre reato coltivare marijuana anche se si tratta di “piccole produzioni domestiche”. Il punto che i magistrati sottolineano, in questo caso, è la quantità di principio attivo. Secondo la legge infatti la pena, per quanto riguarda gli stupefacenti, è “agganciata” alla quantità di sostanza contenuta. E le piante di marijuana acerbe, osserva la Cassazione, non ne contengono nemmeno un po’.

LO SCONCERTO DI GASPARRI
La Cassazione tratta la logica come, a volte, tratta il tricolore che nei giorni scorsi sventolava lacero e senza la parte rossa dal Palazzaccio di Roma, quasi emblema di uno stato di decadimento che evidentemente si estende anche alla qualita’ delle sentenze. Considerare lecite le coltivazioni domestiche di cannabis finche’ le piantine non maturano, come afferma la sentenza della Cassazione, sembra uno scherzo, invece e’ l’ultima trovata dei supremi magistrati. Chissa’ che un giorno o l’altro maturino anche loro e facciano una sentenza con qualche senso comune’’. Lo dichiara il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

Comments Nessun Commento »