E’ stata la prima volta che ho voluto qualcuno a una mia partita. Paure, timori, insicurezze mi han sempre frenato. Oggi no, tu li con me, una balaustra a dividerci, uno sguardo per essere attaccati. Nessuna paura di fare brutte figure, nessun timore di deludere, solo la voglia di giocare. 40 minuti intensi, 40 minuti di fatica pura, 40 minuti di botte, 40 minuti di divertimento. 40 minuti alla fine dei quali avevo crampi alle gambe, male in ogni parte del corpo e uno stomaco che non sapeva più che fare. Una doccia rapida, nemmeno il tempo per asciugarmi i capelli per essere da te. E arrivo sulle tribune. Tu assorta a guardare l’allenamento successivo. “ciao..” e la ricerca del tuo sguardo. Un sorriso, la mano sulle mie gambe dure di fatica, un bacio e la ricerca reciproca di contatto. 5 minuti e lo stomaco si calma, la fatica non è poi così tanta. Un ritorno tranquillo a casa, e tu che ti preoccupi di far da mangiare per entrambi mentre tengo il ghiaccio sul ginocchio. Piccole cose, piccole gioie. Un’altra giornata volata via come abbiamo detto prima salutandoci. Grazie…