andrearuffini.it - RuFFo™
“Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero.”
“Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero.”
21 mar
Facendo un po’ di bricolage, ecco le possibili motivazioni a questo detto:
Durante la Guerra dei Cent’anni, nel 1358 scoppiò in Francia un rivolta di contadini esasperati dal peso delle tasse e dai saccheggi continui ai quali erano sottoposti.
La rivolta si estese rapidamente e durò appena due settimane: i contadini furono sconfitti e duramente puniti.
Negli scontri contro le milizie degli aristocratici, i contadini indossavano la jacque (giubba in panno irrobustita da fili di ferro). Di qui il contadino francese fu chiamato con disprezzo jacques bonhomme e questa rivolta, come altre successive rivolte contadine, fu chiamata jacquerie.
Quindi la parola che indicava inizialmente l’abito, passò ad indicare genericamente il contadino e assunse quindi il significato di “semplicione” e poi di “vigliacco”.
L’espressione giacomo-giacomo indicherebbe quindi le ginocchia del contadino che tremano per la paura.
Un’altra interpretazione ritiene che il termine derivi in modo onomatopeico dallo scricchiolio delle articolazioni delle ginocchia o dallo strascinamento dei piedi (ciac ciac, giac giac…)
Ma ci sono anche interpretazioni che legano la frase al cammino di Santiago: El Real Camino de Santiago de Compostela” è un pellegrinaggio fino alla tomba dell’apostolo San Giacomo (San Tiago in spagnolo) che secondo la tradizione si trova a Santiago de Compostela nella cattedrale. Esistono vari percorsi, a seconda del punto che si sceglie come partenza. I nostri cicloamici hanno scelto quello più classico, St.Jean Pied du Port, sui Pirenei, e da lì percorreranno 800 km circa pedalando fino alla Galizia . per quanto apparentemente lontano nello spazio e nel tempo, questo cammino di pellegrinaggio ha profondamente influenzato l’immaginario collettivo delle genti d’europa. Il famoso detto “ho le gambe che fanno Giacomo Giacomo” deriva proprio dall’evocare lo stato di sfinimento che il pellegrino provava al ritorno da un viaggio a piedi così sfiancante.
17 mar
Ecco i due racconti riconvertiti in file pdf, presi dalla fan page di Fabio Volo su Facebook
Fabio Volo – Dall’altra parte del binario
Fabio Volo – La mela rossa
8 mar
Come mai, quotidianamente quando rispondiamo al telefono, siamo abituati a rispondere con “Pronto?!” Chi è pronto? Per cosa è pronto?
Per risolvere il dilemma di oggi, abbiamo chiesto il consulto a un esperto del settore, il Professor Guglielmo Marconi.
G.M. “Quando ora voi viventi, rispondete dicendo “Pronto?!”, lo fate come riflesso di ciò che accadeva anni fa. Tanti anni fa infatti, le telefonate erano intermediate da un centralino che si collegava al numero richiesto.
Ricevuta la richiesta del collegamento, l’operatore che faceva da tramite, attendeva di avere la linea a disposizione e successivamente diceva a chi aveva chiamato che il collegamento era ‘pronto!’”
7 mar
Bene bene, eccoci qua. Dopo aver tanto cercato per la rete, spulciato forum su forum, ho deciso di acquistare il Dension Gateway 300 per il mio piccolo genietto. Senza perdere troppo tempo, scrivo qui sotto un po’ i vari passaggi per montare l’oggetto, visto che su internet ho trovato molti come me un po’ disorientati e con poche informazioni.
Gli unici strumenti che servono per il montaggio sono un cacciavite a croce (media grandezza), uno a stella (meglio se molto sottile) e una chiave inglese del 10.
La prima cosa da fare è aprire il cofano, e staccare il polo negativo della batteria. Una volta staccato si può già entrare in macchina e iniziare i lavori sulla plancia. Conviene cominciare staccando le due montature in plastica laterali rispetto alla radio, partendo dal basso verso l’alto.
Sono ad incastro, quindi non bisogna aver paura di tirare un po’ forte e consiglio di aiutarsi con il cacciavite piatto per far leva ancora meglio.

Una volta sganciate, dovete staccare i collegamenti per la spia della cintura e dei segnalatori d’emergenza. Fatto questo, per comodità futura, conviene smontare anche il “piano” che c’è davanti al contachilometri. Anche questo è messo dentro ad incastro, quindi facendo leva da sopra i bocchettoni dell’aria, spingere verso l’alto il ripiano, e facendo attenzione a non forzare le linguette di plastica che vi son sotto, iniziare a tirare verso di se il pezzo di plastica.

Una volta sganciato pure questo, possiamo passare alla rimozione del blocco dell’autoradio. Si svitano le quattro viti ben visibili frontalmente, facendo attenzione che quelle superiori non caschino giù (sono recuperabili, ma bisognerebbe smontare il blocco centrale del cambio/freno a mano). Una volta rimosse, bisogna far leva sulle mollette rosso/rosa che sono poste nella parte superiore della radio. Facendo una piccola pressione sui lembi interni, queste si piegheranno e permetteranno di sfilar via la radio.

Arrivati a questo punto, il difficile ormai è fatto. Prendendo il cavo da collegare all’autoradio, collegatelo alla presa del caricatore cd.

Ora resta solo da decidere dove volete sistemare il Gateway. Io l’ho messo direttamente nel cruscotto davanti al volante, praticando un piccolo foro per far passare il cavo. Però si può anche far alloggiare fascettandolo per bene dentro al blocco della radio, visto che di spazio comunque ce ne è abbastanza. Per rimontare, basta seguire i passi già descritti. Ovviamente quando si andrà a ricollegare la batteria, ci sarà da ripristinare l’orario.
Buon Ascolto
Commenti Recenti