17 Dicembre 2010

HO FINITO GLI ESAMIIIII!!! E ANDIAMOOOOOOOOO!!!!!!!!

Sono uscito solo per far la spesa…

…e ho capito che oggi è proprio un freddo cane…

Ricordi d’infanzia, in tempi moderni

Stasera mi è venuta voglia di zuppa.
Mi sono preparato una zuppa di carote e zucca.
Visto che mia mamma è uscita alle 6 di stamattina per andare a lavorare, ed è tornata solo alle 20.30, ho deciso di preparare anche per lei…
Con la fiamma blu al minimo metto su il tegame con la zuppa, in modo tale che lentamente si rapprenda e diventi cremosa. Su un altro fornello, una teglia ad arroventarsi. Prendo il pane fresco preso stamattina, lo taglio a fette e non appena la teglia è rovente, butto sopra il pane ad abbrustolirsi. Passano i minuti, intanto vengono in mente ricordi di quando ero bambino, e di cosa mi piaceva trovare nella pasta quando la faceva mia mamma. Apro il frigo e prendo il grana. Ricerco un po’ nella lavastoviglie trovo il tagliere. Cubettini di crosta di grana pronti. Sono ormai le 20.45 e la mamma è appena arrivata. Impiatto e metto dentro il grana, che scivolando giù, nel cuore del piatto, inizia a fondersi lentamente. Un cerchietto d’olio al centro del piatto, e in mezzo, una montagnetta di pane abbrustolito tagliato anche lui a dadini. Buono, buonissimo. Ma ciò che ha reso più buono il piatto sono i ricordi. Una zuppa che faccio ogni volta che sono un po’ a terra e che mi ridà un po’ di forze. Il grana a cubetti mezzo fuso, ricordi d’infazia. Mia mamma lo metteva sempre dentro la pasta con i fagioli quando ero bimbo. Mi piaceva un sacco trovare quel cubettino saporitissimo, fuori mezzo fuso e dentro ancora bello duro. Era una coccola che mi faceva trovare nel piatto. Lei era contenta di vedere la mia faccia felice e sorpresa allo stesso tempo quando ne trovavo uno. Ogni volta che avveniva l’incontro, mi ricordo che dicevo con la testa che spuntava appena dal tavolo per quanto ero piccolo.. “Regalino” :)

Sono piccoli ritagli di semplicità, ma che ti aprono una infinità di sensazioni che ti cullano, mentre sei nel letto, con qualche candela accesa, ad ascoltare Jeff Buckley…
Buonanotte